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7 aprile 2014

Non voglio fare la principessa

Ci viene assegnato un ruolo fin da piccoli. 
Se sei femmina ti devi abituare all'apparire (trucchi e vestitini) e alla cura (della casa e dei bambini), se sei maschio all'agire (pistole e palloni) e al produrre (le costruzioni, il meccano) imitando così i propri genitori.
E le famiglie solitamente tendono a favorire questi modelli, cercando di soffocare sul nascere ogni inclinazione che esce fuori dai binari prestabiliti. Quindi se a un bimbo piace la barbie gli si dice che non va bene per lui perché i maschietti non giocano con le bambole; allo stesso modo la bambina che preferisce tirare calci ad un pallone piuttosto che giocare a fare la mamma o la principessa viene etichettata subito come un maschiaccio e speriamo che crescendo diventi più signorina, e che vuoi farci ognuno è fatto a modo suo, e ma le ragazze giocano a pallavolo non a calcio.

Ecco io ci sono cresciuta con queste frasi, ma per fortuna non ci ho mai dato troppo peso. Ci hanno provato a farmi sentire strana, ma io ero fiera di esserlo. Mi piaceva giocare sia con le bambole che con i robot, sia coi pentolini che con le macchine, sia col nastro rosa che col pallone, sia guardare Heidi che Mazinga. E per me era naturale, non sentivo la necessità di identificarmi in un certo ruolo "da femmina", di sentirmi simile alle altre bambine. Nè tanto meno cercavo a tutti i costi di imitare i maschi. Non dovevo copiare nessuno.  Ero io, basta.

Quello che proprio non mi piaceva fare era la principessa...troppo monotono e banale. Si gioca sempre uguale, arriva il principe azzurro che si innamora di te e ti sposa. 
Molto più divertente fare il supereroe.

30 marzo 2014

Femmina stereotipata

Sicuramente è molto più facile seguire gli stereotipi che andare controcorrente. Omologarsi al pensiero e all'agire comune attira l'approvazione della società e questo fa sentire tutelati e protetti. Così ad una bambina si regalano le bambole, perché si sa che tutte le femmine fin da piccole hanno l'istinto materno, mentre ai maschietti i robot, le macchinine e le pistole, perché devono sfogare la loro aggressività. Avete mai visto a carnevale una femminuccia vestita da batman, spiderman o cowboy? Ancora meno un bimbo travestito da principessa...non si può. I giochi hanno un genere di appartenenza.

Date un'occhiata alla “Guida alla decifrazione degli stereotipi sessisti negli albi”, ovvero un'analisi commissionata dalla Città di Torino sugli stereotipi sessisti presenti nei libri per bambini.

Chi non è cresciuto con l'immagine della mamma che serve a tavola con indosso il grembiule o il papà seduto in poltrona mentre legge il giornale?
 

Il problema è che siamo proprio noi donne ad ingabbiarci in questi stereotipi e, se una di noi esce fuori dagli schemi, spesso le puntiamo il dito contro.
Disapprovazione...o non sarà mica invidia?
Sì, perché poi scopri che una donna dalla forte personalità e cosiddetta “con le palle” è ammirata un po' da tutte le donne. Tante dicono che vorrebbero essere come lei, che vorrebbero avere il suo coraggio di essere libera e indipendente, la sua capacità di imporsi anche in un ambiente maschile. Tramite lei sfogano ed esorcizzano la loro frustrazione di donne “qualunque”.

In realtà la femmina stereotipata si aggiorna coi tempi, è questo almeno è consolante. Se prima c'era solo la moglie-madre-casalinga-sottomessa al marito, ora c'è la donna che si divide tra lavoro e famiglia, stressata ed esaurita, spesso single. Se prima la minigonna era scandalosa, ora è un indumento usuale, ma senza esagerare...se è troppo provocante sei una poco di buono. I pantaloni erano roba da maschio, ora è “normale” che una donna li indossi...ma se metti sempre e solo quelli non va bene, c'è qualcosa che non va.

Insomma...non ci resta che sperare in tempi sempre migliori.